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5 anni dall'incendio della Grenfell Tower, cosa abbiamo imparato?

Il professor Ed Galea è stato intervistato sulla BBC News Channel (il 14 giugno 2022 alle 15:25) cinque anni dopo il tragico incendio della Grenfell Tower. Il professore, direttore del Fire Safety Enginenring Group dell'Università di Greenwich, fa il punto sulle "learned lessons" e se un altro disastro, simile a Grenfell, potrebbe accadere di nuovo. Di fronte proprio a tale precisa domanda, ovvero se un tale disastro possa acccadere di nuovo (in particolare il riferimento è al numero di morti, rispetto ad eventi simili accaduti anche successivamente, per esempio la Torre del Moro di Milano) il Professore ha evidenziato come il problema dei rivestimenti di facciata non sia stato risolto e che, proprio dall'analisi del disastro in oggetto, il problema è che rappresenti un esempio lampante di "evacuazione fallita", sottolineando il proprio stupore sul fatto che l'indagine non si sia affatto concentrata su tale aspetto. Tutti sembra si siano concentrati infatti sul problema del rivestimento, che ha sì provocato l'incenio caratterizzato dalla rapida propagazione, ma non ci si è concentrati sulla vulnerabilità in termini di resilienza del sistema, sia in termini di prestazione dei sistemi antincendio dell'edificio, sia in termini di procedure in emergenza. Il Professore sottolinea che se ci fosse stato un "Piano B" per l'edificio Grenfell (un piano di emergenza ed evacuazione) che comprendesse e implementasse anche procedure specifiche per le persone con difficoltà motorie e/o sensoriali e se te tale piano fosse stato anche pensato e disponibile per le squadre di soccorso, il bilancio dei morti sarebbe andato diversamente. Infatti è stata l'eccesso di fiducia sulla misura della compartimentazione che non ha comportato la necessità, sottolinea il Professore, di attuare misure di emergenza focalizzate sull'edodo rapido e immediato, ma piuttosto sulla religiosa fiducia della possibilità di sussistenza di una qualche misura di "protezione sul posto" per gli occupanti. La compartimentazione funziona, ma quando fallisce lo fa castroficamente, portando, come in questo caso, a un' ingente perdita di vite umane. E' importante non solo dotarsi di un piano di evacuazione, ma i residenti dovrebbero conoscerne i contenuti, per essere consapevoli delle procedure. Occorre un sistema di rilevamento e allarme, che spesso manca nei grattcieli residenziali. Il Professore ricorda che circa il 40% dei residenti con disabilità della Grenfell morirono tragicamente nell'incendio, non potendo evacuare autonomamente, hanno bosogno di piani di evacuazione assistita che al momento non sono previsti. Dopo un evento del genere, che ha scosso profondamente tutta l'opinione pubblica, anche la stessa idea della protezione sul posto sarà più difficile da applicarsi in generale e le persone tenderanno a voler lasciare i luoghi autonomamente sottovalutando meno il rischio, però devono essere messi in condizioni di poter attuare l'esodo e, soprattutto, essere messi a conoscenza dello stato di allarme, essere informazioni tempestivamente. Il Professore sottolinea quindi l'importanza di disporre di piani di evacuazione resilienti e di dotarsi di sistemi di rilevamento e allarme adeguati.

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