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9a Giornata Nazionale dell'Ingegneria della Sicurezza

Grandi novità quest'anno, nel solco del costante miglioramento e sviluppo della Cultura della Sicurezza, sono state portate sul tavolo dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Ingegneri.


Nella mattinata si è affrontato il tema della sicurezza nei cantieri (non affatto disgiunto dai problemi di prevenzione e contrasto agli incendi!) e si è fatta un po' di chiarezza sul DLgs 146 con approfondimenti di carattere giuridico per contrastare alcuni elementi di disinformazione che hanno accompagnato la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale.


Novità l'introduzione operativa del SINT per conoscere la storia autorizzativa dell'impresa (come sanzioni e prescrizioni) che è anche lo strumento su cui si punta per analizzare il mercato e poter intervenire in modo chirurgico sulle aziende che presentano un indice maggiore di rischio.


Si inaugura poi quest'anno la più grande stagione formativa per il mondo ispettivo, senza contare le assunzioni in programma con in prossimi bandi, impulso che non ha precedenti da almeno 40 anni nel comparto dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro (oltre 2500 nuove assunzioni su 4027 dipendenti, saranno oltre il 60% in più) legato a doppio filo con la necessità di raggiungere l'obiettivo di 2000 controlli al giorno previsto dal PNRR.


Poichè il concetto di cultura della sicurezza parte dalla comunicazione della sicurezza (cultura nel senso etimologico di lavorare regolarmente, assiduamente, coltivare, curare, abitare), fare cultura della sicurezza non è certo fare la formazione in base all'accordo stato regioni, ma è operare perchè ciò che si produce possa crescere in quantità e migliorare in in qualità, perchè la cultura appunto stessa possa essere considerata un *generatore di valore*.


Poichè la sicurezza è *sapere-in-azione* deve fondarsi sulle conoscenza disciplinari e sull'esperienza professionale per incidere sui comportamenti, spesso invece il comportamento si misura in relazione a "ciò che fanno gli altri", invece che facendo i conti anche con una proposta di cambiamento, che può essere stimolata efficaciamente da una formazione *proattiva* che faccia tesoro degli errori non perdendo l'occasione di crescita dai cosiddetti "near miss".


La cultura della sicurezza genera relazioni nell'organizzazione stessa e tra aziende diverse, dove i datori di lavoro giocano sì il loro ruolo e hanno la propria identità come soggetto competente, ma devono avvalersi di un sistema di relazioni tra professionisti altrettanto competenti nelle specifiche discipline.


La cultura della sicurezza, nelle strategie e tecniche, nelle parole, nei comportamenti e nelle relazioni deve coincidere con la cultura della prevenzione. Spesso le lacune che si riscontrano sul campo in termini di mancanza di istruzioni operative, dell'utilizzo "cieco" di certi software, limita la valutazione e il contrasto del rischio su più fronti. Invece occorre, ed è possibile, operare in modo sistemico e in modo che la probabilità del rischio sia calcolabile e maggiormente controllabile il rischio residuo.


Le difficoltà legate all'evoluzione normativa a seguito dell'emergenza pandemica a settembre hanno visto anche l'introduzione di tre nuovi fondamentali decreti nell'ambito antincendio, i quali abrogano totalmente il 10 Marzo '98.


1. Decreto Controlli: con l'introduzione delle specifiche della qualifica di tecnico manutentore, in termini di responsabilità e requisiti e con una più chiara indicazione degli obblighi del datore di lavoro


2. Decreto GSA: decreto che è orientato a definire le modalità di formazione addetti antincendio e viene definita la perdiocità in modo chiaro dell'aggiornamento


3. Decreto Mini codice (metodo di progettazione semplificato per il rischio basso): nuovo approccio alla strategia antincendio per le attività non soggette e non normate che finalmente uniforma il quadro regolamentare della prevenzione incendi (è esclusa solo la reazione al fuoco e la resistenza al fuoco, ma affronta tutti gli altri 8 capitoli della strategia del Codice) che richiama all'applicazione della normazione tecnica volontaria come presuzione di conformità anche per le piccole attività.


Quest'ultimo rappresenta un ulteriore tassello normativo in una direzione di cambio di mentalità che segue quella già fatta con l'introduzione del codice di prevenzione incendi e appare anzi come una specie di specifica RTV, ma che non ammette soluzioni alternative o deroghe.


I precedenti criteri generali di prevenzione incendi infatti erano di tipo essenzialmente prescrittivo, ma introducendo ora il concetto di valutazione del rischio e di gestione dell'emergenza ci si è spostati a una reale gestione continuativa della sicurezza e della manutenzione e di definzione operativa delle procedure di emergenza icendio.


Un nuovo approccio alla sicurezza antincendio è quindi rafforzato per il futuro, che rafforzi in modo sistemico il cosidetto "triangolo della sicurezza": imprenditori-stakeholders, organi di controllo, professionisti, in un contesto dove è necessario che le responsabilità assunte da questi ultimi, siano accompagnate da elaborati tecnici altamente professionali e una progettazione allo stato dell'arte delle conoscenze.


La materia antincendio a livello europeo è demandata ai singoli stati membri (come se il pericolo incendio avesse una territorialità) ma la tutela dei diritti di circolazione delle merci ha imposto agli organi di governo la necessità di condividere dei quadri normativi, degli standard di sicurezza che fossere almeno una base per il commercio.


Forse i tempi sono maturi per condividere maggiormente anche le soluzioni tecniche progettuali a livello comunitario.


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