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Incontro di approfondimento EFSC sugli incendi di facciata: quali le novità in Europa?

Gli incendi di facciata non sono affatto un nuovo scenario per la Fire Engineering, ma

solo dopo il tragico incendio della Grenfell, il 14 giugno 2017, sono stati riconosciuti come un emergente problema antincendio.


L'incendio di facciata è oggi uno scenario emergente, dopo che si sono recentemente susseguiti vari

eventi impressionanti che hanno coinvolto edifici alti e grattacieli, dove si è fatto impiego di isolamento di facciata con materiali combustibili, ma è bene sottolineare che il problema del rivestimento esterno non è limitato agli edifici alti.


In Italia possiamo annoverare, in senso negativo, diversi incidenti che hanno avuto a che fare con gli isolamenti di facciata, di relativa recente introduzione nell'edilizia:

- Rovigo 2018

- Savona, Autorità Portuale 23 Ottobre 2018

- Coati (Verona) 19 Giugno 2019

- Torre del Moro, Milano 29 Agosto 2021


Il quadro normativo dell'UE è frammentato, come testimonia anche la base di riferimento per i test su scala reale per tali scenari. Per citare quelli che sarebbe necessario armonizzare:

- DIN4102-20

- BS 8414

- PN-B-02867

- Prufbestimmung furAussenwandbekleidungssysteme

- LEPIR 2

- MSZ 14800-6

- ÖNORM B 3800-5

- SP Fire 105

- ISO 13785-1

- ISO 13785-2


Oggi L'European Fire Safety Community ha organizzato un incontro dedicato dove si è parlato di un progetto in corso finanziato dalla Commissione Europea.


Lo sforzo è quello appunto di riuscire ad armonizzare, partendo soprattutto dalle norme DIM e BSI, il set-up sperimentale in modo che si abbiano le stesse dimensioni, anche se diversi attacchi termici e, ipoteticamente in futuro anche tipologie di combustibile. Attualmente i test in media scala e larga scala (fino a 2 m x 2 m x 1 m di camera di combustione) utilizzano pallets di legna (wood cribs) escludendo l'impiego di gas, che permetterebbe un più facile controllo dell'hrr, per esempio.


Per quanto ogni singolo test rappresenti meramente un'approssimazione della realtà, questi sono di rilevante importanza anche per l'applicazione dei principi della fire engineering e ci si aspetta importanti risultati in tal senso a conclusione del progetto.


Sito del Progetto:

https://www.ri.se/en/what-we-do/projects/finalisation-of-the-european-approach-to-assess-the-fire-performance-of-facades



Inoltre, è intervenuto Vincenzo Puccia dei VVF a proposito del sistema regolatorio italiano, che,

senza entrare nel dettaglio, ha anticipando alcune novità che ci aspetteranno in ambito nazionale, poichè si prevede di superare l'attuale normativa volontaria CNVVF Lettera Circolare del Ministero dell' Interno n. 5043 del 15 Aprile 2013) che si applica per edifici sopra i 12 metri, con una nuova regola verticale del Codice di Prevenzione Incendi che è stata già approvata.


Attualmente la normativa volontaria esistente è indirizzata appunto a ridurre la possibile insorgenza di incendi di facciata e limitare la propagazione dovuta a sorgenti di innesco sia interne, sia esterne e limitare o impedire la caduta di frammenti dovuti all'incendio sugli occupanti in fase di esodo e le squadre di soccorso in arrivo e si limita agli edifici al di sopra dei 12 m.


Occorre riferirsi fin dall'inizio alla corretta tipologia di messa in opera, poichè sono classificate in facciate semplici, facciate ventilate a doppia pelle che possono essere o meno ispezionabili, chiuse o aperte, ventilate o non, etc.. ed è in ogni caso impedito l'utilizzo delle intercapedini della facciata come possibili vie di fuga.


E possibile, come noto, già attualmente definire in Italia dei criteri di verifica certamente riconosciuti dei requisiti di resistenza al fuoco e adottare un metodo di verifica basato su sperimentazione o su soluzioni analitiche o tabellari.


Vi sono soluzioni alternative, che prevedono l'adozione di sistemi di soppressione automatici con una densità minima di scarica di 10 l/(min m^2), vetri esterni temperati di grado HST (Heat Soak Test) e un adeguato sistema IRAI.


Tale circolare sarà però sostituita molto probabilmente a breve da una nuova regola verticale in fase di elaborazione e che sarà inclusa in un prossimo aggiornamento del Codice di Prevenzione Incendi: V.12 Chiusure d'ambito degli edifici civili che verrà inserita nella sezione V del D.M. 3/8/2015 e s.m.i.



V12_rtv_facciate_121
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Saranno previste bande di separazione e protezione per difendere dall'attacco dei fumi, delle fiamme e dall'emissione di lapilli incandescenti o gocciolamento di materiale, etc..


Ma cosa sarà fatto per gli edifici esistenti? Molti sistemi che andrebbero rivisti sono già installati e le autorità hanno riconosciuto l'esistenza di vulnsus in particolare in materia di test su alcune delle installazioni attuali.


Sarà anche un occasione per promuovere l'approccio ingegneristico "olistico" e l'utilizzo degli strumenti di calcolo per l'assessment e la riduzione dei costi talvolta proibitivi della sperimentazione in scala reale?




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